
Anche se persino molti italiani non saprebbero collocare esattamente il Molise all’interno di una carta geografica, questa piccola regione centromeridionale si sta proponendo come una piccola gemma dell’enogastronomia nazionale. Olio extravergine di oliva di ottima qualità, salumi e formaggi imperdibili, come la ventricina o le scamorze di Boiano. Poi i vini. Pochi produttori, rare punte di livello elevato, ma anche un panorama in netta crescita, con qualche nome nuovo accanto ad autorevoli conferme. Vero faro della vitienologia molisana resta la cantina Di Majo Norante di Campomarino, condotta con mano salda da Alessio Di Majo. Anche quest’anno il suo Molise Rosso Don Luigi, nella versione Riserva del ’06 conquista i nostri Tre Bicchieri e si conferma come il miglior vino della regione. Altri due vini di questa cantina raggiungono le nostre finali, il Molise Aglianico Contado Riserva ’05 ed il Molise Moscato Apianae ’06, andando a formare un terzetto di etichette di grande prestigio. Un piccolo trionfo per la Di Majo Norante, ma anche un segnale che da queste parti, con impegno ed esperienza, si possono ottenere vini di rilievo. Nascono e si confermano anche altre cantine. Vogliamo sottolineare la prova molto positiva della Masseria Flocco, un nome relativamente nuovo che rischia di entrare in breve tempo fra le “griffe” enologiche di riferimento, quanto meno nel centro-sud d’Italia. Poi Borgo di Colloredo e Cipressi, altre cantine molto interessanti e valide. Come è molto interessante il rilancio di un vitigno autoctono che era stato quasi dimenticato, ma del quale si parla da decenni e forse da secoli in Molise: la tintilia. Da quest’uva coloratissima si ottengono vini forse un po’ rustici, talvolta ruvidi in gioventù, ma dall’innegabile fascino contadino e territoriali come pochi altri. Provate ad assaggiare il Macchiarossa ’06 di Cipressi e capirete facilmente. Altra caratteristica viticola di questa regione è che qui s’incontrano varietà normalmente presenti in Puglia, in Campania ed in Basilicata, con quelle più prettamente abruzzesi e marchigiane. Falanghina, greco e trebbiano fra i bianchi, aglianico e montepulciano fra i rossi, talvolta in uvaggio fra di loro, a conferma che il Molise è una Terra di Mezzo, come quella raccontata da Tolkien nel Signore degli Anelli. Qui diverse tradizioni s’incontrano dando vita a vini molto originali, in una sorta di “melting pot” enologica foriera di molte possibili ed interessanti novità. E senza usare alchimie esotiche, oltre che esoteriche, fatte di vitigni improbabili e di tecniche invasive in fase di vinificazione.
Fonte - Slow Food